| Quando,
alla caduta dell’ "ancien regime IFBB", il
popolo del ferro si trovò orfano di uno degli appuntamenti
agonistici più attesi dell’anno (il Grand
Prix IFBB Colosseum) apparve immediatamente
chiara l’esigenza di restituire alla Città Eterna
la dignità regale del suo immenso cuore culturistico,
fatto di campioni, di appassionati e di tanti e tanti “simpatizzanti”.
Fu allora che Giancarlo Scimeca, già responsabile
Centro Italia per la IFBB ed organizzatore di manifestazioni
sportive, decise di dare vita ad un nuovo evento, qualcosa
in grado di accendere gli entusiasmi, di gratificare atleti
e spettatori e –soprattutto – di riportare il
grande bodybuilding nella nostra città.
Serviva un nome che – come per il fortunato COLOSSEUM
- riuscisse ad esprimere la magnificenza della Roma imperiale,
senza tuttavia attribuire all’evento un carattere troppo
“partigiano”, una sorta di richiamo “urbi
et orbi”, il voler arrivare al cuore di ogni vero culturista
per condividere una passione - che è poi un "modo
di essere” che rende ciascuno di noi, ogni giorno, ”gladiatori
nell’arena della palestra come in quella della vita”.
La scelta del nome LUDUS MAXIMUS viene dalla volontaria fusione
di Ludus Magnus e dell’aggettivo di grado superlativo
"maximus".
Il Ludus Magnus, la più grande delle palestre
gladiatorie di Roma, fu costruito dall’imperatore Domiziano
(81-96 d.C.) nella valle tra l’Esquilino ed il Celio,
in un’area già occupata da strutture di epoca
repubblicana e augustea.
Il Ludus Magnus ebbe una tale collocazione topografica
perché costruito in funzione degli spettacoli da tenersi
nell'Anfiteatro Flavio (Colosseo). Per facilitare i collegamenti,
si misero in diretta comunicazione i due edifici tramite una
galleria che, partendo dai sotterranei dell'anfiteatro, raggiungeva
il Ludus presso l'angolo sud-ovest.
Con ciò non si vuole certo far riferimento ad una
- per così dire SUPER PALESTRA, ma piuttosto richiamare
l’idea dei Ludi gladiatori nei quali si combatteva per
l’onore, per la vita e per la conquista della libertà,
volendo ad essa associare un’idea di magnificenza.
Il più grande spettacolo possibile, dunque, l’EVENTO
con tutte le maiuscole, la sfida delle sfide alla ricerca
di una gloria imperitura.
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